"E' assurdo ma putroppo noi Italiani riusciamo a litigare anche sulla festa per l'unità del paese": questa l'amara e purtroppo realistica riflessione di Andrea Delmastro, titolare dell'assessorato alla cultura del comune di Biella intervenuto venerdì sera al bellissimo concerto del coro Monte Mucrone. La splendida basilica di San Sebastiano e la squisita accoglienza dei frati francescani hanno infatti permesso lo svolgimento di uno dei primissimi appuntamenti rivolti ai festeggiamenti per i 150 anni di vita dell'unità d'Italia, raccontati dalla nostra corale con un' attenta ricerca di brani, ricchi di storia e nazionalità, accompagnati da una piacevolissima proiezione di "slides" tematiche a ricordo dei passaggi storici più significativi. Un' inizio spettacolare con la comparsa singola del solista Umberto Zanin, affiancato poco alla volta dai colleghi, quasi materializzatisi dal retro dell'altar maggiore,in un crescendo sempre più intenso per l'introduzione del primo brano di repertorio: "Rosa d'Aprile". E poi tutti in piedi per l'inno nazionale, seguito da "Addio mia bella addio" e "La bela gigogin". "Monte Canino", "L'ultima notte" e "Alpini nella steppa" hanno chiuso la prima parte della serata, per lasciare spazio al profondo e spontaneo intervento dell'assessore: "E' con piacevole orgoglio" ha continuato Delmastro "che non possiamo dimenticare che le divise rosse dei Garibaldini provenivano da Biella e dalla sapiente lavorazione tessile dei nostri predecessori". Applausi sempre più intensi per gli altri 5 brani di chiusura che hanno visto alternarsi i maestri Guido Bertone, e Pietro Tartarini: "Ora la pace", "O cara mamma", "La ligera", "L'inno europeo" e "Va pensiero"; standing ovation finale con il bis dell'inno nazionale ed il simpatico saluto di Guido Bertone.