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Pallacanestro

Storia

 
La pallacanestro fa la sua comparsa a Biella negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale ed è la Pietro Micca ad introdurre questo sport ancora alle sue prime armi. Nel 1944 esordisce la squadra femminile con Leone, Zaniroli, Vergnasco, Magliola, Guglielminotti, Gianinotti, Mora, Guido, De Angeli, Cucco, Fornelli, Greggio. Finita la guerra il caposezione Gino Zoccola riunisce sotto le ali della Pietro Micca i giocatori reduci ed ancora desiderosi di cimentarsi con il canestro e li affida alle cure di Giuseppe Carena, forte mezzofondista ed ottimo cestista. Carena ha idee vulcaniche, intende sperimentare nuovi schemi e per ottenere i risultati che si propone chiede di puntare tutte le carte sui giovani: vuole una squadra duttile e pronta ad accogliere ogni innovazione senza protestare. Inevitabile a questo punto lo scontro con le vecchie glorie che, escluse dal giro, abbandonano la società e fondano la Libertas Basket Biella.
Carena non si perde d'animo e comincia a lavorare su una compagine composta da Antonio Meola, Alfio Cucco, Raimondo Fissore, Carlo Guido, Virigilio Raviola, Guido Serralunga, Guido e Pietro Magliola, Leo Scaramuzzi, Oliviero Staccini. Sono questi atleti a formare la prima squadra ufficiale della Pietro Micca che ha una partenza bruciante con la conquista dei campionati provinciale e regionale e la partecipazione al campionato di promozione.
Nel 49 Carena lascia l'incarico per ragioni di salute ed in seguito va a condurre la squadra di basket femminile e di atletica della neonata Unione Giovane Biella. Al suo posto subentra Enrico Dubois. Organizzatore instancabile della squadra arancione Franco Vegis.
Con la formazione composta da Meola, Cucco, Mainardi, Staccini, Bodo, Gromo, Cartiglia, Manzi, Damnotti e Opezzo, gli arancioni stracciano al primo confronto diretto la Libertas con l'eloquente punteggio di 48 a 23: trascinatore Meola che realizza ben 29 punti. Le partite si giocano con qualunque tempo allo stadio Lamarmora ed il campo all'aperto è in cemento. Altri giocatori intanto rafforzano la squadra; dal vivavio giovanile, ai titolari, si aggiungono Ferraris, Foglio Bonda, Becchio, Ferla, Gromo, De Martini, Ribotti, Carta, Rivetti e Fiori da Novara.
 
Tra il '53 ed il '55 gli arancioni vivono il loro momento magico. Nel '53 la squadra sfiora la promozione in B con Meola che realizza 124 punti. Da Cantù arrivano l'allenatore Butti ed il pivot Perduca, che insieme a Manzi, Fiore, Damnotti, Opezzo, Meola (capitano), Mainardi, Bodo e Rivetti mandano alle stelle l'entusiasmo dei tifosi. La difficoltà di sostenere quel ritmo e di tenere le posizioni raggiunte in un momento in cui il basket diventa professionale e quindi costoso, induce la società a tirare i remi in barca. Il nuovo direttivo composto da Meola, Bagnalone, Ferla (allenatore del settore giovanile) e Raviola, decide di prestare attenzione, in attesa di tempi migliori, alla squadra juniores. Ancora rari lampi di gloria con Mainardi, Micheletti, Farnetani, Rei, Sossetti, Gromo, Bertone, Verdoia, Minola, Garelli, Avidano, Bellami, Gili, poi la sezione cessa l'attività ufficialmente con la stagione 1964/65.

Ed è solo nel 2009 che, dopo 44 anni di letargo, la Pietro Micca riapre al basket, con l'intento di diffondere la pratica a livello amatoriale, coinvolgendo ragazzi e ragazze nelle categorie di 1a divisione e di minibasket.

 

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